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Associazione Dèi Camminanti

Associazione Dèi Camminanti

Camminiamo per incrociare e intrecciare il mondo a piedi: il mondo degli uomini, quello della natura e forse, perché no, anche quello degli dèi.

L’associazione è nata nel 2015 per immaginare e realizzare attività in natura. Siamo ora un gruppo di persone la cui radice comune è un lungo, variegato e approfondito studio/ricerca di esperienze nella natura, per il proprio piacere e benessere personale: camminare, yoga nella natura, educazione all’aperto, teatro nella natura e tutte quelle attività che partono dai contesti, dalle relazioni, da ciò che è prima di tutto fuori di noi e richiede prima, e anche durante, ascolto e silenzio. Non ci importa che sia wilderness in senso stretto e proprio, abbiamo capito che ci collochiamo in un contesto ampio che include certamente anche tutto quanto sia umano.

Da un lato ci siamo riconosciuti alla ricerca di quelle radici, di quelle profondità “selvatiche” che hanno fatto e fanno della nostra individuale (e specifica, di specie) umanità quello che siamo; dall’altro ci siamo scoperti a dare forza e nutrire quelle altezze che l’umano è in grado di raggiungere in fatto di ascolto, accoglienza… in una parola a fare spazio a tutte quelle qualità che forse è più facile e ancora possibile riconoscere in quel nome collettivo che è “umanità”.

Possiamo dire che tentiamo di sperimentare nella natura la nostra partecipazione alla vita, individualmente e nelle relazioni, in armonia, lentezza, bellezza, benstare ascolto e condivisione.

Portiamo un nome originale e forse anche un po’ strano. La nostra originalità sta nel dare significato a quel piccolo segno, l’accento, che cambia punto di vista e lega passi e idee, andare e stare, spirito e radici, leggerezza e fermezza, territorio e persone.

Promuoviamo la Festa Dèi Camminanti perché Camminare è una Festa! Un modo poetico e originale per avvicinarsi ai luoghi e alle persone e fare convivialità con occhi che fanno degli incontri qualcosa di più profondo e intenso dell’ordinario. E perché, arrivare a piedi là, dove le note o le parole o le immagini della natura risuonano nel vento o nella brezza, prepara ad un ascolto più sottile e attento.

«Basta un colle, una vetta, una costa. Che fosse un luogo solitario e che i tuoi occhi risalendo si fermassero in cielo.

L’incredibile spicco delle cose nell’aria oggi ancora tocca il cuore. Io per me credo che un albero, un sasso profilati sul cielo, fossero dèi, fin dall’inizio».

Cesare Pavese – “I dialoghi con Leucò”

«Il camminare presuppone che a ogni passo il mondo cambi in qualche suo aspetto e pure che qualcosa cambi in noi».

Italo Calvino – “I Mille Giardini”

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Dèi Camminanti

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PASSI SU PIETRE

1716 PUNTI DI VISTA. “Ogni pietra corrisponde a un passo, e a ogni passo corrisponde un paesaggio”
Il sentiero al di qua del cancello è fatto di lastre lisce e al di là di ciottoli grezzi: è il contrasto tra la civiltà e la natura? Là il sentiero si biforca in un braccio dritto e in uno storto; il primo si blocca a un punto morto, il secondo va avanti: è una lezione sul modo di muoversi del mondo? Ogni interpretazione lascia insoddisfatti; se c’è un messaggio, è quello che si coglie nelle sensazioni e nelle cose, senza tradurle in parole. E’ proprio in quanto obbediscono alla misura dei passi, che le pietre comandano i movimenti dell’uomo in marcia, lo obbligano ad un’andatura calma e uniforme, ne guidano il cammino e le soste. Se c’è una corrispondenza tra i punti di vista e i passi, se ogni volta che si avanza il piede destro o sinistro sulla pietra successiva s’apre una prospettiva. Ecco cos’è il sentiero: un congegno per moltiplicare [i punti di vista]: le pietre lisce che compongono il sentiero della villa di Katsura sono in numero di 1716, dunque 1716 punti di vista. Il camminare presuppone che a ogni passo il mondo cambi in qualche suo aspetto e pure che qualcosa cambi in noi.
Tratto da I Mille Giardini di Italo Calvino