Festa Dèi Camminanti 22 maggio 2022

La Festa Dèi Camminanti 2022 muove pochi passi, pacifici e pacifisti, in questo momento così cruciale, schierandosi fortemente dalla parte della Pace e della trasformazione di ogni conflitto in un confronto che prima di tutto riconosca l’altro come degno di esistenza.
La visione che le iniziative della festa vogliono portare avanti è dunque ispirata dalla biologia della vita sulla terra, che è fatta di interdipendenza, convivenza, uguaglianza di valore pur nella specifica diversità.

In questi anni abbiamo sempre promosso la cultura del camminare, della lentezza, della cura di sé e delle relazioni con gli altri; abbiamo messo in valore paesaggi nati dal connubio tra l’operato dell’uomo e le forze della natura; abbiamo favorito la conoscenza della natura e dell’altro che sgorga da interazioni creative, aperte e disponibili; abbiamo perseguito un modello di società inclusiva e solidale, fondata sul riconoscimento della libertà e dell’autonomia di tutti.

Ci riscopriamo drammaticamente cultura fortemente di minoranza. Prevale una visione centrata sul vincere e sul combattere, sullo schiacciare e far estinguere ciò che è altro, una cultura antropocentrica che come intero genere umano esercitiamo nei confronti delle altre specie con il risultato di denaturalizzare e devitalizzare la natura, di inaridire e semplificare la biologia a disciplina per scoprire, attingere e sfruttare di più le risorse dell’intera comunità vivente, anziché riconoscere il valore e la complessità della convivenza nello spazio e nel tempo (anche futuro).

Questa stessa cultura antropocentrica (dove l’uomo al centro è solo una piccola parte dell’intera umanità e dove la natura e molti uomini sono al servizio del benessere di pochi altri) è miopemente distruttiva ed esclusiva, e, incredibilmente e radicalmente, la esercitiamo anche tra di noi, membri dello stesse genere umano.

Rifiutare questa cultura bellica e violenta significa anche restare nel grande gioco della biologia che può indicarci la strada per la coesistenza di tutte le forme viventi.

Siamo qui alla Festa per nutrire le nostre capacità di sentire, pensare e volere a resistere a questa cultura per continuare a credere e costruire un modo diverso e a concepire relazioni e azioni, pacifiche e pacifiste.

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